CIANOTIPIA

CIANOTIPIA

Un’antica tecnica fotografica.

In occasione della Mostra dell’Artigianato Artistico e Tradizionale di Feltre, che si è svolta dal 28 al 30 giungo nel centro storico della cittadina, si è tenuto un laboratorio di cianotipia proposto dalla fotografa Jamila Baroni.

E siccome a me piace sperimentare e imparare tecniche a me sconosciute, non me lo sono perso!

Cos’è la cianotipia

Jamila ci ha accolto in una stanza in penombra, ci ha raccontato come è nata la cianotipia, e ci ha spiegato il suo procedimento.

E’ un metodo di stampa fotografica inventato nel 1842 da Sir John Herschel.

Mentre le tecniche messe a punto da Talbot e Daguerre (due pionieri della fotografia) utilizzano la fotosensibilità dei sali d’argento, la cianotipia sfrutta due sali di ferro: il ferrico ammonio citrato verde e il potassio ferricianuro rosso, che mescolati insieme diventano sensibili ai raggi ultravioletti della luce solare.

Il materiale occorrente si trova facilmente e con poche accortezze si può maneggiare in tutta sicurezza.

Si procede quindi, sensibilizzando una superficie che può essere di carta o altro materiale, spennellando con la miscela dei sali di ferro. E’ consigliabile lavorare in una stanza poco illuminata prima di esporre ai raggi UV il nostro negativo . 

Infine si posiziona sopra al supporto un soggetto che funge da negativo e poi si espone alla luce del sole o di una lampada UV, si lascia agire la luce per qualche minuto e poi si lava il supporto in acqua corrente e si ottiene così una immagine fotografica positiva su un bellissimo fondo blu cobalto.

La stampa

Jamila ci ha illustrato la tecnica e ci ha fornito il materiale per sperimentare seguendoci passo passo fino a ottenere le nostre prime cianotipie .

E poi ci ha raccontato che oltre a stampare soggetti come quelli che vedete qui, si possono anche realizzare dei lavori interessanti con le fotografie: lavorando i soggetti digitalmente si possono creare i negativi invertendo bianchi e neri e poi stamparli su acetato con una normale stampante laser.

Si ottiene così una matrice che poi viene impressa sulla carta con la tecnica della cianotipia ottenendo dei risultati interessanti. 

Oltre al caratteristico colore blu si possono ottenere altri viraggi di colore bagnando la stampa in soluzioni addizionate con altre sostanze chimiche come ammoniaca, acido tannico o acido nitrico.  

Se siete interessati a sperimentare questa affascinante tecnica, in rete trovate davvero tanto materiale moto più dettagliato del mio racconto che vuole essere solo una finestra su una bella esperienza di formazione che ha arricchito il mio bagaglio.